Il giorno dei morti: tradizioni dal mondo antico

Pubblicato il 18/09/2019 11:54:53
Categorie: Sicurezza e decoro dei cimiteri

In Italia il 2 novembre è il giorno della Commemorazione dei Defunti, una ricorrenza istituita dalla Chiesa Cattolica per ricordare tutti i fedeli scomparsi.

L’origine della festa tuttavia, è ben più antica e si perde nella notte nei tempi.

Il giorno dei Morti

Civiltà antiche, dall’Oriente al continente americano, dai Celti ai Romani, usavano celebrare il culto dei morti e gli antenati.

Secondo le antiche testimonianze, la data della celebrazione coincideva con quella del Diluvio Universale, di cui tanti popoli nel mondo hanno memoria; nel Libro della Genesi si narra infatti che Noè costruì l’Arca nel diciassettesimo giorno del secondo mese (Novembre). Si celebravano a Novembre, quindi, con festeggiamenti e fuochi, tutti i morti per volontà divina.

Nel corso dei secoli riti pagani e religiosi nel mondo hanno proliferato fino a fondersi.

La tradizione sopravvissuta fino ai giorni nostri, adottata dai moderni calendari, è quella pagana celtica legata alla festa di Samhain che commemorava, nella notte tra il 31 Ottobre e il 1 Novembre, la fine dei raccolti, l’inizio dell’inverno, le anime, i morti.

L’origine del nome indica fine dell’estate o capodanno Celtico: Halloween ha acquisito le proprie tradizioni dal Samhain, nel celebrare la morte e l’occulto di cui la zucca è simbolo.

I primi Cristiani, per sradicare le credenze e le tradizioni pagane, modificarono le celebrazioni: Papa Gregorio IV nel 835 stabilì che la Festa di Tutti i Santi venisse celebrata il 1° Novembre per dare un nuovo significato al giorno, e nel 998 l’abate di Cluny aggiunse al calendario Cristiano il 2 Novembre per commemorare i defunti.

Il rito dei falò, delle maschere da angeli e diavoli resta oggi nella tradizione del Giorno dei Morti in molti paesi.

Nella cultura messicana il Dìa de los Muertos (Patrimonio Culturale dell’Umanità) esorcizza la paura della morte con musiche, piatti speciali, fiori e candele che vengono deposti nei cimiteri e nell’altare con le foto dei defunti da ricordare.

In Italia le tradizioni legate al 2 Novembre variano da regione a regione: si lasciano lumi accesi, spesso nelle zucche intagliate, tavole apparecchiate, acqua e cibo. In molte regioni si preparano artigianalmente dolcetti tipici chiamati fave dei morti, "fave dolci" oppure ossa dei morti; in Sicilia i pupi di zucchero vengono lasciati ai bambini durante la notte dai defunti.

A Roma si usava consumare un pasto al cimitero in compagnia dei propri cari.

La consuetudine in tutto lo stivale è quella di recarsi al cimitero, portare in dono fiori e lumini e ricordare i propri cari.

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